MANIFESTAZIONI > 2009 - CONFERENZA STAMPA PER "IL GRAN CONCERTO" II Ediz.



Nella sua lunga carriera ha sempre aspettato "la proposta giusta".

"Se un progetto non mi va giù, non possono convincermi a farlo neanche in catene. Ma se sento che è quello giusto allora ci metto l'anima, non esistono orari e sono disposta anche a guadagnare di meno. Com'è successo la scorsa stagione quando mi chiamò Fabrizio Del Noce per affidarmi Carramba in abbinamento alla Lotteria Italia: era una bella sfida, siamo andati in onda il mercoledì contro il calcio, non di sabato come accadrà quest'anno: ma l'ho fatto perché ci credevo. Abbiamo fatto felici tante famiglie e sono stati venduti 18 milioni e mezzo di biglietti".

CONFERENZA STAMPA PER "IL GRAN CONCERTO" II Edizione - Roma 10/09/2009


La nuova stagione di Raffaella Carrà riparte come autrice. "Voi sottovalutate sempre il mio ruolo creativo, invece è quello che mi piace di più. Mi piace lavorare in squadra, credetemi, inventare un programma, realizzarlo, è il momento più bello... ". Caschetto d'ordinanza, completo bianco, presenta Gran concerto, il programma di musica classica per bambini condotto da Alessandro Greco, di cui è autrice insieme a Sergio Japino (scritto con Loredana Lipperini e Caterina Manganella), che torna dal 20 su RaiTre, e si racconta:

"Mi sono vestita da Carrà - ride - ed eccomi qua a raccomandarvi un programma per i più piccoli che è una bomba, perché fa ridere, ed è commovente. I nostri sono bambini veri, raccolti nei centri estivi: quando vengono invitati sul palco, nell'Auditorium Toscanini di Torino, non sanno assolutamente cosa accadrà. Neanche stavolta ho rinunciato a qualche 'carrambatina'. Al Campiello ho sentito il direttore generale Mauro Masi dire che la Rai dovrà seguire sempre di più la strada della cultura: sono contenta, Il gran concerto rientra in questa filosofia".
 

L'anno scorso ha riportato al successo la Lotteria Italia, quest'anno in palinsesto non ci sono progetti per lei.

"Se hanno bisogno di me, basta che mi chiamino. Sono a disposizione. Ma non posso essere io ad alzare il telefono. Non voglio fare la star ma, di solito, sono i direttore a cercarmi per propormi qualcosa o, semplicemente, per conoscermi. Che dovrei fare? Telefonare e dire: 'Buongiorno, sono Raffaella Carrà'. Quando mi chiamano, siccome sono una signora gentile, vado a incontrarli nel loro ufficio. Per lavorare ho bisogno di un direttore che creda in me ma, forse, una televisione fatta così non esiste più".
 

Non ha incontrato neanche il nuovo direttore di RaiUno Mauro Mazza?

"Non ho incontrato nessuno. Sono sempre stata una persona al servizio della tv, se hanno bisogno basta che si facciano sentire: con Sergio Japino e il mio team sono pronta a studiare un progetto. Se va bene, si realizza; altrimenti si butta nel cestino". Sorride: "Con tutte le cose che ho da fare, posso vivere serena lontano dalle telecamere. Non ho quella fissazione lì. Come conduttrice non mi va di andare a proporre un'idea, innanzitutto perché me la fregano - è già successo - e poi perché non voglio sentirmi dire che il palinsesto è già pieno. Non è orgoglio, è il mio modo di concepire la tv: amo la schiettezza. Non ho mia inciuciato in vita mia, invece adesso mi pare che gli inciuci siano all'ordine del giorno, non ho mai avuto padrini. Se lavoro da trent'anni è perché ho portato i risultati, con quelli sono andata avanti".