PREMIAZIONI > 2007 - INQUIETO DELL'ANNO


RAFFAELLA CARRA’INQUIETO DELL’ANNO 2006

Villa Faraggiana - 27/05/2007


Raffaella Carrà è il “vincitore” della nona edizione dell’”Inquieto dell’Anno”.
La grande artista è stata scelta come rappresentante di tutti gli inquieti, dal Circolo degli Inquieti di Savona (www.circoloinquieti.it).
Succede a Carmen Llera Moravia, Gad Lerner, Francesco Biamonti, Gino Paoli, Antonio Ricci, Barbara Spinelli, Oliviero Toscani, Costa-Gavras, Règis Debray.
La motivazione sarà comunicata - domenica 27 maggio alle ore 17,00 ad Albisola (SV) nella Villa Faraggiana – in occasione della consegna dell’attestazione: un piccolo drappo di lino con il “titolo” sovraricamato, contenuto in una pentola di terracotta “sghimbescia” schiacciata da un lato e con i manici disposti in modo irregolare.
Sarà il mediologo Règis Debray, Inquieto dell’Anno 2005, a consegnarLe l’attestazione.



MOTIVAZIONE

Raffaella Carrà dal punto di vista della carriera artistica non deve dimostrare più niente a nessuno.
Sotto questo aspetto ha già ottenuto ogni sorta di premio e riconoscimento.
In Italia è storia della televisione, mito, icona.
In tante parti del mondo è la personificazione dello spettacolo.
I suoi programmi sono stati un fenomeno televisivo e culturale oggetto di studio da parte di qualificati mediologi e di venerazione da parte di generazioni e tipologie diverse di spettatori.
Il suo mix di attrice di cinema, cantante, ballerina, conduttrice, autrice di programmi televisivi ne evidenziano la versatilità, la professionalità, il perfezionismo.
Per questo è diventata una delle donne italiane più conosciute ed apprezzate al mondo.
Il Circolo degli Inquieti ritiene che questa straordinaria carriera artistica sia il frutto dell’Inquietudine che alberga da sempre nell’animo della Signora Carrà e che ha fatto da maieuta al Suo talento.
L’attestazione che Le conferiamo intende riconoscere in modo particolare le qualità della persona, il Suo modo di essere donna, la Sua vita interiore: sicuramente tormentata, conflittuale, complessa ma capace di fare emergere doti artistiche innate, di coltivarle con continuità in un vitale percorso intellettuale ed emotivo.
La Raffa ha cantato e portato in scena i nostri sentimenti: l’amore, l’allegria, il
rimorso, l’amicizia, l’altro, gli altri, il rimpianto, il sesso, l’autonomia sessuale della donna; sentimenti semplici, comuni, forti, inquieti, talvolta trasgressivi. Li ha esternati con un erotismo naturale, non aggressivo, magico, che si conserva nel tempo.
Nella società ingannevole, fallace, seduttiva, capziosa dello spettacolo che ci ha trasformato in inermi consumatori, Raffaella Carrà ci ha considerato spettatori, pubblico da intrattenere, persone da rispettare, proponendosi con la semplicità dell’amica, della confidente; non come Dea ma come Diva, non come modello ma come sprone al divertimento e alla riflessione.
Per queste ragioni, nominandoLa Inquieto dell’Anno, La invitiamo - in particolare oggi con la Sua attività a favore delle adozioni a distanza - a continuare a rappresentare la vita nel segno della felicità, dell’amore e della solidarietà, Le rendiamo omaggio come donna e come artista e La inseriamo solennemente e di buon grado nel nostro speciale pantheon dell’inquieto eterno femminino.

Circolo degli Inquieti
Albissola Marina, Savona 27 maggio 2007 

 


FELICITA' TA' TA'



La Raffa inquieta di Oliviero Toscani

Dopo Debray, non poteva seguire nel nostro Circolo miglior
portatrice di sana inquietudine.
Avete memoria della Carrà triste?
Impossibile.
Sono sempre gli inquieti ad essere dei professionisti fanatici.
Sono sempre gli inquieti ad essere dei perfezionisti maniaci.
Sono sempre gli inquieti e nessun altro a sorridere e a ballare.
Sempre.
La serenità è più figlia dell’inquietudine che di altro.
L'essere umano è per natura "animale inquieto", tuttavia occorre
distinguere la falsa inquietudine, che proviene dall'esterno,
dall'inquietudine autentica che nasce nell'anima e di essa si
alimenta.
Raffaella Carrà appartiene sicuramente a coloro che posseggono
una genuina e positiva inquietudine.
Nel 2006, con Amore, porta alla ribalta il tema dell’adozione a
distanza. Anche qui, dietro il progetto, c’è un sentimento inquieto,
un senso di colpa e un desiderio irrealizzato di maternità.
Sono gli inquieti e nessun altro a sorridere e ballare.
Sempre.